Fiscalità

  • I contributi a mètaSalute sono deducibili dal reddito?

    Sì. I contributi a carico dell’azienda o del lavoratore versati a mètaSalute dal datore di lavoro non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente (e quindi sono esenti da tassazione) per un importo non superiore complessivamente ad euro 3.615,20 annui.

  • Per il datore di lavoro, i contributi sono deducibili?

    I contributi a carico delle aziende rappresentano una voce di costo del lavoro, deducibile integralmente ai fini della determinazione del reddito di impresa soggetto ad Ires (art. 95, comma 1, e art. 51, lett. a), del TUIR) .
    Vi è di più. I contributi del datore di lavoro versati a mètaSalute sono soggetti, in luogo della contribuzione sociale ordinaria (INPS), ad un contributo di solidarietà del 10% che deve essere devoluto alle gestioni pensionistiche cui sono iscritti i lavoratori. (Art. 6 del D.Lgs. 314/97).

  • Da quando decorre il beneficio tributario di esenzione dei contributi?

    mètaSalute ad ottobre del 2016 ha ricevuto il rinnovo  dell’iscrizione all’Anagrafe dei Fondi Sanitari (D.M. 31.3.2008 e D.M. 27.10.2009) a fronte della quale gli iscritti al Fondo possono usufruire del beneficio tributario di esenzione dei contributi per l’anno 2016, anche per le somme versate nei mesi antecedenti ottobre. L’obbligazione tributaria è, infatti, riferibile a periodi d’imposta che per le persone fisiche coincidono con l’anno solare.
    Nel caso in cui ai fini della determinazione del reddito di lavoro dipendente il datore di lavoro non abbia escluso i contributi versati al Fondo con riferimento ai mesi antecedenti l’iscrizione all’Anagrafe dei Fondi Sanitari (ottobre 2016), il recupero dell’agevolazione fiscale su tali contributi potrà avvenire in occasione dell’attività di conguaglio di fine anno ad opera del sostituto d’imposta tra le ritenute operate sulle retribuzioni mensili e l’imposta dovuta sull’ammontare complessivo degli stessi emolumenti.

  • Posso portare in detrazione le spese sanitarie coperte da mètaSalute?

    No. Non possono essere indicate tra gli oneri detraibili le spese sanitarie sostenute che nello stesso anno sono state rimborsate, come ad esempio:

    • le spese risarcite dal danneggiante o da altri per suo conto, nel caso di danni alla persona arrecati da terzi;
    • le spese sanitarie rimborsate a fronte di contributi per assistenza sanitaria versati dal datore di lavoro o ente pensionistico o dal contribuente a enti o casse con fine esclusivamente assistenziale, sulla base di contratti, accordi o regolamenti aziendali, e che, fino all’importo complessivo di 3.615,20 euro, non hanno contribuito a formare il reddito imponibile di lavoro dipendente.
  • Quali spese sanitarie posso portare in detrazione?

    Sono detraibili al 19% le spese sanitarie non rimborsate rimaste a carico dell’iscritto al Fondo con la franchigia annua di 129,11 euro. Inoltre, qualora i contributi versati abbiano superato il plafond di deducibilità la parte eccedente i 3.615,20 euro concorrerà a formare reddito da lavoro dipendente e pertanto l’iscritto potrà fruire della detrazione anche di parte delle spese rimborsate in proporzione alla quota dei contributi che vanno ad aumentare il redito imponibile.

  • Dove dichiaro i contributi versati al Fondo?

    Il versamento dei contributi è segnalato nel C.U. Il datore di lavoro - in qualità di sostituto d’imposta - provvede ad operare la deduzione delle quote contributive corrisposte al Fondo fino al limite di euro 3.615,20 annui.

  • Quali sono i riferimenti legislativi della fiscalità dei Fondi Sanitari?

    I riferimenti legislativi sono i seguenti:
    •         Lett. e-ter) del primo comma dell’art. 10 del testo unico delle imposte sui redditi
    •         Lett. a) del secondo comma dell’art. 51 del Tuir
    •         Lett. h) del secondo comma dell’art. 51 del Tuir
    •         Lett. c) del primo comma dell’art. 15 del Tuir
    •        Art. 6 del D.Lgs. 314/97

Fondo mètaSalute C.F. 97678500584